Martina Franca (anche solo Martina e Marténe in dialetto locale) è una città di 49.477 abitanti della provincia di Taranto. Sorge nell'entroterra pugliese al confine delle tre province di Taranto, Brindisi e Bari e dista poco meno di 30 km dal capoluogo.
Geografia
Posta sulle colline sud orientali della Murgia, in una posizione che offre splendide vedute sulla valle d'Itria, si trova ad una altitudine di 431 metri s.l.m. e copre una superficie di 295 km2, risultando la 39° per ordine di estensione fra le città italiane.
La fauna è caratterizzata dalla presenza di lepri, volpi, ricci, pettirossi, falchi e diversi rapaci notturni (civetta, gufo, assiolo e barbagianni), oltre ad una folta comunità di pipistrelli (tra i quali, oltre alle specie più comuni, anche il Rhinolophus hipposideros, il Rhinolophus ferrumequinum ed il Rhinolophus mehelyi famosi per la caratterstica capacità di Ecolocalizzazione), questi piccoli e delicati mammiferi notturni che trovano rifugio nelle numerose grotte del monte, si rivelano incredibilmente utili in quanto eliminano gli insetti nocivi per l'agricoltura, e contribuiscono a mantenerne integro il fragile ecosistema naturale oltre ad essere indice di un habitat incontaminato e ricco d'acqua.
La flora si compone di tratti di bosco e di macchia mediterranea dove cresce spontaneamente il fungo cardoncello, alternati a oliveti e vigneti tra cui il Verdeca, il Bianco d'Avezzano ed il Primitivo Tarantino.
Cenni storici
Le origini di Martina Franca risalgono al X secolo, quando sul Monte di San Martino sorse un piccolo villaggio di profughi tarantini, fuggiti dalle continue devastazioni dei Saraceni, e ai quali si aggiunse successivamente una comunità di pastori. Intorno al 1300 fu eletta comune su ordine del Principe di Taranto Filippo I d'Angiò, ma secondo alcuni documenti storici, è possibile ipotizzare che Martina Franca fosse stata prima di quella data anche un avamposto militare a guardia del territorio di Taranto o una residenza di qualche nobile. È certo però che Filippo I concesse Martina a Pietro del Tocco per ricompensarlo dei servigi da lui svolti. Il territorio all'epoca consisteva in un castello situato storicamente nell'attuale zona denominata "Montedoro", e da due miglia di terreno intorno al castello, sottratto dal territorio di Taranto, dall'Università di Monopoli e dall'Università di Ostuni per l'insediamento rurale di contadini e "Messeri" (in martinese ù masser, cioè padrone di poderi e vasti terreni). Sembra che Filippo d'Angiò avesse concesso anche dei diritti e delle franchigie a chi fosse venuto ad insediarsi a Martina, e per questo fu denominata "Franca". Il nome della città è dedicato al Santo patrono San Martino, festeggiato l'11 novembre. La tradizione vuole che il Santo sia più volte corso in aiuto dei cittadini, proteggendoli in varie occasioni dalle invasioni barbariche e dall'assalto del nemico.
Tra il 1770 ed il 1776 Sant'Alfonso della famiglia De Liguori tentò più volte di costruire una missione nel territorio di Martina Franca e scrisse in risposta ad alune tesi dell'abbate Magli di Martina una piccola operetta: dichiarazione del sistema intorno alla regola delle azioni morali.
Dialetto
Nonostante Martina appartenesse all'antica Terra d'Otranto, il dialetto martinese è strettamente imparentato ai dialetti del gruppo barese e si caratterizza, rispetto ai centri limitrofi di Locorotondo e Cisternino, per la chiusura delle i intervocaliche (es. Marténe diventa Martine in curdunnese e cistranese).
Turismo
Collegamenti
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):
- Autostrada A14 Bologna-Taranto (barriera di Massafra) da e per l'Italia settentrionale
- S.S. 7 ter
- S.S. 172 Taranto-Martina Franca
L'Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter. Gli aeroporti più vicini sono:
- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyla";
- Aeroporto di Brindisi-Casale.
I collegamenti ferroviari sono assicurati sia con Taranto che con Bari, quindi verso tutte le località servite dalle linee ionica e adriatica. Martina Franca è collegata al resto della Puglia grazie a una stazione delle Ferrovie del Sud Est. La stazione è capolinea per la linea 2 delle ferrovie.
Monumenti e luoghi d'interesse
Martina Franca è divisa in tre zone ben definite. La prima è il classico centro storico, la seconda è l'espansione cittadina oltre le mura (nel 1900) che amplia l'urbanistica storica della città, e la terza è la zona nuova con palazzine alte oltre 3 piani di tipo condominiale.
Centro storico
Urbanistica
- Il Centro storico di Martina Franca presenta un'urbanistica singolare, le case venivano edificate in senso verticale. infatti l'abitazione tipo é formata dal pian terreno dove si colocavano botteghe artigianali, o cantinette, spesso fornite di scale che scendono di uno o più metri sotto il livello della strada. Al primo piano, invece, si trova la zona giorno, con cucina e sala da pranzo; anticamente non era previsto un vano dedicato al bagno, le cui funzioni erano assolte da un semplice "vaso" (in martinese ù candr), posto in un angolo della casa. Di solito era presente anche un camino, che assolveva a una duplice funzione: serviva a cucinare le pietanze e fungeva da stufa, sia per il primo piano sia, grazie alla canna fumaria, anche per i piani superiori. In questo piano é facile trovare anche un imbocco del pozzo, che a differenza della canna fumaria ha un "camino" che arriva fin sotto la casa, nel luogo in cui è situata la cisterna d'acqua, per lo più di origine piovana. Il pozzo veniva sfruttato anche come un rudimentale frigorifero, in virtù della freschezza garantita dalla pietra calcarea del sottosuolo martinese. Gli alimenti venivano depositati in un secchio di rame o di ferro a fondo piccolo e bocca larga (un mezzo cono capovolto) e fatto adagiare a "pelo d'acqua" nel pozzo. Il secondo piano è la zona notte. Qui c'è la stanza, o le stanze, da letto, generalmente con un balcone, o una finestra, che comunica con il tetto della casa. Il tetto viene sfruttato in vari modi. Generalmente è uno spazio utile per stendere i panni, o anche per imbandire tavolate (alcune case hanno il tetto comunicante e allo stesso livello della casa vicina, spesso senza alcun muro separatore). D'estate i tetti si trasformano in veri essiccatoi naturali: gli anziani vi fanno essiccare fichi, noci, fave ed altri alimenti, o "spurgano" la lana e i materassi. La particolarità delle case pugliesi, a differenza del resto della penisola italiana, sta nel fatto che i tetti sono in stile greco-arabico, cioè piatti e non spioventi. Questo perché il clima pugliese è molto mite, fresco, senza particolari precipitazioni (è raro vedere la neve alta, come è invece accaduto nel 1985). Le poche spiovenze servono per incanalare l'acqua
Caratteristica importante del centro storico sono le vie strette e piene di "spigoli", vicoli ciechi e le strade nascoste: un vero labirinto urbano. Questo assetto anticamente presentava un duplice vantaggio: in caso di invasione nemica, infatti, era un mezzo per guadagnare tempo durante un'eventuale fuga, o per tendere imboscate ai nemici sfruttando vicoli ciechi e vie "nascoste" o poco visibili.
- Villa comunale
- Vie del centro storico
Le vie di Martina presentano una particolare depressione al centro della strada, a differenza delle altre strade moderne che hanno invece il manto stadale a "schiena d'asino": quando piove, l'acqua piovana scorre al centro strada lasciandone asciutti i lati, senza arrivare alle cantine poste nel sottosuolo. Da un punto di vista architettonico il centro storico è per lo più in stile barocco, ben visibile nelle chiese (ad esempio la Collegiata, ora Basilica, di San Martino).
La Valle d'Itria e i Trulli
La Valle d'Itria è una ricchezza artistica e naturale per il territorio di Martina Franca ed è per questo anche che la meta principale dei turisti. Da ricordare sono i caratteristici muretti a secco, i trulli (in martinese casedde), costruiti durante i periodi di civilizzazione contadina fuori dalla zona urbana, a differenza di quanto avviene ad Alberobello, dove sono situati all'interno del paese.
Purtroppo nell'ultimo ventennio, l'abusivismo edilizio ha violentato il territorio, cancellandone spesso peculiarità (come le numerose mulattiere), e ha contribuito alla compromissione della flora e della fauna locale. Le cattive amministrazioni locali che si sono susseguite, infine, non hanno impedito queste azioni, compromettendo ulteriormente queste strutture storiche, senza tutelare tale ricchezza storico-locale. Basti pensare che delle quercie secolari sono minacciate dal possibile abbattimento per far posto a campi da golf.
Eventi
- Fiera di San Martino (11 novembre)
Esiste una credenza popolare sulla festa estiva del santo patrono.
In questa occasione le statue dei santi Martino e Comasia, interamente in argento, opera di un artista napoletano, sono portate in processione la prima domenica di luglio. Si dice che la statua di san Martino non debba mai precedere la statua di santa Comasia, altrimenti si appesantisce progressivamente. La leggenda narra infatti che, una volta, la statua di Santa Comasia non era in grado di uscire dalla basilica per un problema alla barella che la doveva trasportare, decisero allora di far uscire per prima la statua del patrono, San Martino, ma, superata la soglia della basilica, si sia così appesantita che i portantini hanno dovuto posarla a terra sulla mezzaluna esterna della gradinata, senza riuscire più a sollevarla. Essi decisero allora di far passare la statua della Santa. Fatto ciò la statua del santo patrono si "alleggerì" magicamente, consentendo il proseguimento della processione. È da allora che la statua di santa Comasia precede sempre la statua di San Martino.
- Festival della Valle d'Itria (lirica e prosa)
- Festival Internazionale del Cabaret
- Fiera della Candelora (2 febbraio)
- Festa patronale estiva di San Martino (Primo fine settimana di luglio)
- Festa dell'autunno (Si festeggia nei primi giorni d'autunno)
- Festa della primavera (A luogo nelle giornata fiorenti della primavera martinese)
Economia
L'agricoltura, grazie a un clima abbastanza mite, permette piantagioni di vasti uliveti. Per quanto riguarda gli ortaggi, anche questi beneficiano di un clima molto favorevole. L'industria più sviluppata è quella manifatturiera. Negli ultimi anni ha subito una grandissima crescita l'industria edile. Il terziario vanta un importante turismo, in ogni stagione, questo grazie anche ai numerosi alberghi sparsi nel bellissimo centro storico.
Gastronomia
- Vino di produzione locale, il Martina Franca DOC.
- Capocollo, salume tipico. Nella lavorazione viene aggiunto il vino locale e le erbe aromatiche tipiche della macchia mediterranea. L'affumicatura avviene bruciando il legno e la corteccia di un fragno originario dei Balcani, presente solo in Puglia. I maiali da cui provengono le carni utilizzate nel prodotto sono allevati in boschi di fragno e si nutrono di ghiande degli stessi arbusti.
- Orecchiette, pasta fresca di produzione locale spesso condite o con sugo di polpette, braciole arrotolate e cacioricotta, oppure con rape.
Voci correlate
- AC Martina
- Bosco delle Pianelle
- Murge
- Valle d'Itria
- Trulli
- Battaglione Fucilieri dell'Aria
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati sotto licenza
GFDL.