Lucera (Luceer in lucerino) è il trentesimo comune italiano per estensione territoriale e il settimo della Puglia. E' un comune di 34.671 abitanti (16.885m; 17.806f) della provincia di Foggia, situato alla confluenza delle valli molisane e campane nel Tavoliere delle Puglie. Vi si trovano diversi monumenti, risalenti a svariate età storiche: l'Anfiteatro romano, la Fortezza svevo-angioino (Federico II), la Cattedrale del 1300 (edificata su una pre-esistente moschea per volere di Carlo II d'Angio), la chiesa di S. Francesco (oggi Santuario di San Francesco Antonio Fasani) coeva della cattedrale, la barocca Chiesa del Carmine, la Chiesa di San Domenico, la chiesa di santa Caterina e i due musei, uno storico e l'altro religioso.
Storia
Origini
Antico centro dauno con nome d'incerta e controversa origine (Luceria). Nome derivante dal latino LUX (LUCE) poi trasformatosi con gli anni in luceria e attualmente in lucera. Situata su tre colline, circondata dai monti del Subappennino e del Gargano, Lucera ha origini antichissime. Infatti è incerta l’epoca in cui sorse, come è incerta l’etimologia del suo nome. Le colline su cui poggia erano coperte di un bosco, sacro agli dei; nel primitivo linguaggio etrusco “bosco sacro” era detto luk eri. Dunque Lukeri, però non è da escludere che il nome Lucera derivi dal greco leuka eria che significa “lana bianca”, perché anche i poeti latini Orazio e Marziale lodarono Lucera per la rinomata lana delle sue greggi e per i suoi pascoli. La leggenda inoltre narra che Diomede, re d’Etolia, dopo la distruzione di Troia, fuggì verso la Puglia e si stabilì presso Lucera per farne una colonia greca. Lucera divenne successivamente Colonia Romana, della nobile tribù Claudia. Fedelissima a Roma, specie al tempo delle guerre sannitiche, Luceria diventa Colonia iuris latini nel 314 a.C. e per la sua grande lealtà fu sempre tenuta in grande considerazione dai Consoli e dal Senato (Lucerinis bonis et fidelibus sociis Livio:IX, X), ricevendone ampia autonomia e indipendenza d’azione: diritto di conio, proprie leggi, proprio fisco, propri magistrati. Nel 217 a.C.: «Presso Geronio,a cinque leghe a nord di Lucera,....Annibale si teneva pronto a difendere il campo e i distaccamenti sparsi nelle campagne.» . Nel 90 a.C., in rispetto della lex iulia de civitate, Roma concedeva alla sempre fedele Lucera la propria cittadinanza. Durante la seconda guerra punica Lucera fu conquistata da Annibale. Durante la guerra civile, prima che Cesare presidiasse la città con una propria guarnigione, Lucera fu quartier generale delle truppe di Pompeo.
In epoca tardo imperiale Lucera registra la fondazione di una delle prime comunità cristiane: prima dell’anno 60 l’apostolo Pietro, di passaggio per la città romana, battezzando nelle acque del fiume Vulgano, pose a capo della nascente Diocesi il vescovo San Basso, martire cristiano sotto l’imperatore Traiano (a.C. 112).
Sicuramente più antica della Città Eterna, fu fedele alleata di Roma. L'esercito romano, nel tentativo di prestare soccorso a Luceria, assediata dai Sanniti, subì una grave sconfitta nella battaglia delle forche caudine.
Fu in seguito colonia romana e si sviluppò grazie alla favorevole posizione difensiva. Per la sua fedeltà a Roma ebbe il privilegio di battere moneta. Inoltre alla città fu data la sigla (simile a quella di Roma) S.P.Q.L.: Senatus Populusque Lucerinus ossia: il senato e il popolo lucerino.
Il periodo federiciano
All'interno della cittadella che sovrasta imponente Lucera, e precisamente nell'angolo nord-est, Federico II fece costruire il suo palatium anche se oggi, tra la ricchezza dei reperti di origine angioina e aragonese, si nota ben poco del federiciano castrum seu palatium. È tuttavia ancora osservabile lo zoccolo perimetrale e, per quel poco che ne resta, anche le mura a scarpate la presenza di feritoie ad uso degli arcieri. La parte inferiore dell'edificio (quella più propriamente difensiva) doveva avere funzioni di rifugio estremo in caso di pericolo. Anche la residua pavimentazione del cortile interno, con la particolare cura delle rifiniture, è attribuita all'epoca di Federico II.
Federico II deportò inoltre a Lucera numerosi musulmani di Sicilia: nel 1239, sembra non si contassero più di dodici abitanti di religione cristiana. Il borgo si era sviluppato verso il castello, in conseguenza degli arrivi e vennero fatte costruire numerose moschee. Lugêrah, conobbe in quel periodo una notevole fioritura, tanto che ben presto venne paragonata, dai viaggiatori e dagli storici musulmani di allora, alla Cordova dei califfi. La Lucera musulmana restò fedele alla casa sveva e dopo la morte di Federico II nel 1250 parteggiò per Manfredi nel 1254 e per Corradino nel 1267, rifiutando l'obbedienza a Carlo I d'Angiò.
Costretta alla resa la città, gli Angioini stanziarono numerose famiglie di origine provenzale nella ricostruita fortezza sul monte Albano. In seguito ad un ulteriore ribellione nell'anno 1300 Carlo II d'Angiò organizzò la "crociata angioina": la città, dopo un lungo assedio condotto da Giovanni Pipino da Barletta, venne distrutta e gli abitanti musulmani massacrati o venduti come schiavi. La città fu rinominata Santa Maria e al posto della Moschea principale, demolita, venne costruita la cattedrale dell'Assunta.
Il Convitto Nazionale
Lucera ha una antica tradizione di essere centro di studi, polo di attrazione di una vasta area. Ospita uno degli ormai rari Convitti Nazionali, dedicato a Ruggero Bonghi.
Voci correlate
- Il soldato di ventura, film del 1976 con Bud Spencer, ispirato alla celebre disfida di Barletta, quasi interamente girato nella fortezza svevo - angioina di Lucera.
"Le vie del Signore sono finite" film del 1987 di Massimo Troisi, ambientato nell'era Fascista e girato quasi interamente in piazza Duomo e nelle campagne dell'agro lucerino.
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
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