Villa Castelli è un comune di 9.112 abitanti della provincia di Brindisi, che sorge su tre colli: monte Fellone, monte Scotano e monte Castello, sulle Murge meridionali, al confine tra il Salento e la Valle d'Itria.
Dal 2008 è denominata "Città della Vergine Maria e del Santissimo Crocefisso".
Cenni storici
I ritrovamenti nella grotta di Facciasquata e degli inizi degli anni '70 attestano la frequentazione umana in epoca neolitica e nell'età del bronzo; in località Pezza Petrosa è stata rinvenuta una necropoli, costituita da oltre trenta tombe, datata al IV-III secolo a.C., con corredi funerari costituiti da reperti di ceramica decorata e oggetti in bronzo, attualmente depositati presso il Museo nazionale archeologico di Taranto. Gli scavi hanno inoltre identificato nei pressi resti di un abitato, con possibili tracce di mura difensive in blocchi, datati a dopo la metà del IV secolo a.C.: l'abitato fortificato potrebbe riferirsi ad un avamposto tarantino. In passato è stata ipotizzata un'identificazione dei resti archeologici con la città di Rudiae patria di Quinto Ennio.. Pochi metri più a nord, sono state inoltre viste tracce di una cisterna e di mura altomedievali. Altri ritrovamenti datati tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. si sono avuti nella grotta di Montescotano.
Durante il Medioevo la zona si trova al limite tra i territori longobardi e bizantini e faceva parte della Feudo Orietano. Malgrado l'intervento nella diocesi dell'imperatore Ludovico II nell867 e la costruzione di una fortificazione appartenente al feudo di Oria, nel IX e X secolo, il borgo fu sottoposto alle incursioni saracene. In questo periodo compare con il toponimo "Lì Castelli" come territorio fortificato tra la "foresta oritana" (Oria) e "Ceglie del Guado" (Ceglie Messapica. La presenza di opere di fortificazione di una certa importanza giustifica la qualifica di Castella . Nel 977 si insediano nel territorio comunità di monaci basiliani, provenienti dai territori dell'impero bizantino, che, dopo la conquista normanna, alla metà del XI secolo, furono progressivamente sostituiti dai monaci benedettini.
Per secoli, l'economia si fonda sulla pastorizia e sull'agricoltura ruotando intorno a masserie fortificate). Fenomeno importante per le attività commerciali era la transumanza, con lo spostamento di intere greggi dall'Abruzzo al Salento attraverso le Murge: nel territorio comunale esiste ancora parte di un tratturo ("tratturǝ" in dialetto locale). In occasione del passaggio delle mandrie nei diversi comuni si organizzavano fiere annuali.
Nel XIV secolo il tessuto urbano dell'odierna Villa Castelli non risulta essere omogeneo ma segmentato in picoli nuclei insediativi tra i quali Montescotano, Montefellone, l'Antoglia e il nucleo di Castelli che fu proprietà della famiglia Orsini. Nel XVI secolo i Nantoil, prendono proprietà della torre quadrata e merlata dell'Antoglia. Successivamente la famiglia genovese degli Imperiali, aggregata al sedile di Capuana di Napoli, acquista i terreni e le fortificazioni dell'Antoglia e di Monte Castelli e ne trasforma la fortezza medioevale in castello impiantandovi inoltre una stazione per l'allevamento di cavalli. Morto nel 1782 senza eredi Michele Imperiali, il duca di Monteiasi, Gioacchino Ungaro, nell'anno 1793, acquista le masserie "Pezza della Corte" e "Antoglia", insieme alla vasta zona de "li Castelli". I terreni sono concessi in piccoli lotti ai braccianti dei paesi vicini e si viene creando un consistene nucleo abitato intorno al castello sorto sull'antica fortificazione che fu ristrutturato ed adibito a palazzo ducale.. Il duca vi costruì una cappella dedicata al Santissimo Crocifisso, che nel 1830 venne eretta in parrocchia succursale.
Tra gli episodi di brigantaggio pre unitario, il 12 gennaio 1818 nel territorio di Li Castelli il prete brigante don Ciro Annicchiarico, fondatore della "setta dei decisi" e promotore della "Repubblica salentina", disarma i fucilieri reali che si recano ad Ostuni.
Per tutto il XIX secolo, sia sotto il Regno di Napoli che dopo l'annessione al Regno d'Italia, una parte dell'odierna Villa Castelli è frazione del comune di Francavilla Fontana mentre Monte Fellone fu frazione di Martina Franca e Monte Scotano di Ceglie Messapica. Dal 1918 furono formulate le prime richieste per la formazione di un comune indipendente, con la formazione di un apposito comitato. L'autonomia è raggiunta nel 1926, grazie alla somma dei residenti di Monte Fellone e Specchia Tarantina , oggi frazione del comune di Martina Franca, per il raggiungimento della quota di 4000 abitanti..
Araldica civica
Lo stemma araldico comunale è stato ufficializzato con regio decreto del 6 settembre 1928. La descrizione è la seguente:
« d'azzurro e verde, al castello d'argento merlato e turrito di due, addestrato da Olivo al naturale. »
Luoghi di interesse
Chiesa di San Vincenzo de Paoli
I lavori per la Chiesa Nuova iniziano nel 1898 , la costruzione viene realizzata attraverso donazioni private e lavoro volontario. Progettata dall'ingegnere Luca Di Castri in stile eclettico, è consacrata nel 1938.
L'elevato è costruito in tufo e in pietra di mazzaro, con ornamenti in pietra bianca. La facciata è scompartita da contrafforti, che seguono la divisione interna in tre navate, ed è dotata di tre portali. Nella parte alta al centro è un rosone affiancato da trifore. La pianta è a croce latina, con tre navate, quella centrale e il transetto coperte da una volta a botte, mentre volte a crociera coprono le navate laterali, poggiando su piloni cruciformi.
Il campanile è inserito sul lato orientale con cuspide accentuata e richiama le forme del gotico. La cupola è rivestita da mattonelle policrome.
Nella chiesa si tiene la festa patronale dedicata alla Madonna della Fontana e al santissimo Cuore di Gesù (1, 2 e 3 ottobre). Altre festività religiose sono quelle di San Ciro (prima domenica di febbraio), di San Giuseppe (19 marzo), di Sant'Antonio(13 giugno), della Madonna del Carmine (16 luglio), dell'Assunta (15 agosto) ,i riti della Settimana Santa e le veglie del Natale e della Pasqua.
Castello Orsini Imperiali Ungaro
La fortezza di età mediovale che fu proprietà della nobile famiglia romana degli Orsini era già in rovina nel XV secolo: si conserva una torre, oggi sede dell'aula consiliare, con elementi architettonici del XIV secolo. Nel XVII secolo la famiglia Imperiali acquistò la fortificazione, trasformandola in castello e vi impiantarono un allevamento di cavalli di razza murgese. Il castello conservava ancora le mertlature e dei cannoni, rimossi solo alla fine del XVIII secolo.
Con il passaggio agli Ungaro il castello venne ulteriormente arricchito e adibito a palazzo ducale. Nel 1822 parte delle scuderie fu utilizzata per la realizzazione di una cappella, dedicata al Santissimo Crocifisso. Nel 1830 la chiesa venne elevata a parrocchia e consacrata dal vescovo di Oria. Nel corso del '900 l'edificio è stato adibito a caserma ed a scuola. Attualmente il castello è stato in parte ristrutturato ed è sede del municipio. , della galleria d'arte comunale e del museo archeologico municipale.
La facciata del castello è sta irrimediabilemnte trasformata da ripetuti interventi; la parte posteriore che ingloba la torre e domina dall'alto dell'ultimo colle delle Murge la pianura salentina, conserva invece marcate caratteristiche architettoniche dell'età tardo- medievale e risorgimentale.
Torre Antoglia
Torre merlata del XVI secolo, poi ampliata nel corso del XIX secolo, costruita dalla famiglia feudataria dei Nantoil oggi Antoglietta baroni di Fragagnano, Monteiasi e feudatari di Francavilla, nobili del regnum siciliae.
Altri elementi di interesse
- "Monumento ai Caduti" in Piazza Municipio; sul lato frontale del comune è posto un monumento in stile liberty in memoria dei concittadini caduti al fronte durante la prima guerra mondiale.
- Il comune è attraversato da una gravina che corre tra il centro antico e la zona di espansione di "Lizzito". Negli anni '30 la gravina venne superata da un ponte a nove arcate in pietra, realizzato da maestranze locali. Nel centro della gravina, sul versante occidentale, si trova un frantoio ipogeo, il cosiddetto "trappeto del duca", scavato nella roccia. La gravina ospita inoltre un giardino botanico comunale.
- Forte "Fallacchia", che conserva tracce delle originarie strutture difensive. Qui venne ambientata l'opera teatrale Niccu Furcedda dello scrittore settecentesco Girolamo Bax.
- Masseria "Puledri", ampliata nel XVIII secolo
- masserie fotificate di "Abate Carlo", "Montescotano", "Carnevale", San Barbato, Puledri, "Renna" e "Tagliavanti" e "Sant'Eramo".
- Nelle campagne si conservano alcune cappelle rupestri ("Cappella Vecchia", "Nuova", "dell'Antoglia", "di Pezza la Corte", "di San Cataldo", "della Madonna delle Grazie) e numerose cappelle votive costruite sul ciglio delle strade per lo più erette tra l'inizio dell'Ottocento e gli inizi del secolo successivo.
- Ai piedi del Montecalvario, sul quale sorge il palazzo ducale, venne costruita in tufo una piccola cappella votiva, detta "santuario del Calvario", che ospita una dipinto della madonna addolorata e una statua del Cristo nel sepolcro.
- specchie, megaliti d'età messapica o luoghi d'osservazione riferibili al periodo medioevale tra cui "specchia Puledri" (90 m per 7 m di altezza) e la "specchia Facciasquata", che secondo la leggenda sarebbe stata costruita in una sola notte.
Geografia
Il territorio comunale si estende per 3.458 ettari tra la parte sud-occidentale dell'altopiano delle Murge, la valle d'Itria e il Salento, in una zona collinare al confine con la pianura salentina.
Il comune si trova a 30 km da Taranto e a circa 45 km da Brindisi; confina con Grottaglie (distanza 5 km), Ceglie Messapica (7 km), Francavilla Fontana (12 km) e Martina Franca (18 km).
Buona parte del centro abitato poggia su un orlo di scarpata, tra i colli Fellone, Scotano (il più alto con 326 m s.l.m.) e Castello], che danno il nome ciascuno ad una delle frazioni del comune. I colli fanno parte dell'altopiano delle Murge e come questo formati da calcare di Altamura alternato a limitate formazioni di calcari dolomitici e di depositi di sabbie calcaree poco cementate, per lo più nelle zone discendenti. Le frazioni situate in zona pianeggiante sono San Barbato Lamie e Pezza delle Monache Centrale , nelle immediate vicinanze di Grottaglie, e coprono il 15% del territorio comunale.
Nel territorio sono presenti alcune grotte naturali: la grotta di Montescotano, la grotta di Facciasquata, le grotte di Barcari e di Malecantone e in località Rizzone le grotte di Sacramento e di Scurzunaro. Nella grotta di Montescotano furono rinvenute numerose lucerne, che hanno fatto supporre la presenza umana tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C.
La sorgente ribattezzata "fonte di Strabone" da origine al Canale reale, un corso d'acqua che sfocia nell'oasi di Torre Guaceto.
La vegetazione si compone di querceti alternati a tratti di macchia mediterranea. Nelle vallate intercollinari si trovano legnami pregiati, funghi, corbezzoli, mirti, carrubi.
La gravina, inserita nel "Parco delle gravine dell'arco jonico", costituisce un parco rinaturalizzato, ricco di macchia mediterranea e di altre essenze endogene.
In contrada Montescotano si trova il bosco "lu Tardalur" su una superficie di circa di un ettaro, dove si trovano lecci e roverelle centenari; il sottobosco è costituito da macchia mediterranea. In epoche passate veniva praticata la cattura del tordo.
Clima
Il clima del territorio comunale è, come per il resto dell'Arco Ionico Tarantino e delle Murge, tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati Temperate. Le temperature medie in inverno registrano valori di 4-6 °C, nel mese di Gennaio si registrano minimi negativi e nevicate. In estate si hanno temperature medie intorno ai 30 °C. Le precipitazioni al contrario dell'arido Salento sono abbondanti.
Economia
Per il settore agricolo è praticata l'olivicoltura (anche biologica), con la produzione di olio d'oliva DOP, a cui si aggiunge la coltivazione biologica della vite, e la coltivazione di diversi alberi da frutta (mandorli, ciliegi, e Gelsi).
Al tradizionale allevamento di cavalli, presente già dal XV secolo, si aggiunge nelle masserie l'allevamento di ovini, caprini, suini e bovini.
Per il settore turistico sono presenti aziende agrituristiche.
Nel settore artigianale si perpetua la tradizionale costruzione di muratura a secco, Trulli e la fabbricazione di cesti
Per il settore industriale è presente una centrale idroelettrica tornata in funzione dal 16 Marzo 2009; sono inoltre presenti oleifici e stabilimenti vinicoli con impianti di imbottigliamento, aziende di produzione di materiali per l'edilizia (calcifici, travetti in cemento armato) e di ebanisteria, un centro di trasformazione di piante officinali per la produzione di prodotti di erboristeria, ed una sartoria industriale.
Nel settore terziario sono presenti centri di assistenza fiscale, banche ed agenzie di assicurative.
Trasporti
Gli aeroporti più vicini sono a Grottaglie (7 km), a Brindisi (45 km) o a Bari (100 km).
Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale via Appia e dalle strade provinciali verso Ceglie Messapica, Martina Franca, Grottaglie, Francavilla Fontana.
Voci correlate
- Pezza Petrosa
- grotta di Montescotano
- grotta di Facciasquata
- Monte Fellone (colle)
- Monte Scotano (colle)
- Monte Castello
- Canale Reale
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati sotto licenza
GFDL.