Carovigno è una città di 16.050 abitanti del Salento settentrionale in provincia di Brindisi. Il paese è molto rinomato per la produzione di olio extra vergine di qualità.
Storia
Quanto rimane delle antiche mura e dell'acropoli e il materiale archeologico abbondantissimo rinvenuto nel suo territorio rivelano l'origine messapica di Carovigno. Sul nome della città, le ipotesi sono varie; una lo fa derivare dal gr. Karpene (poi lat. Carbina, e il medievale Carvineo) che significa "frugifera" e che trova giustificazione nella fertilità della sua terra e nell'antico culto che la popolazione tributava a Cerere; un'altra dal messapico Karp che indicherebbe la collina sulla quale fu eretta la città fortificata. Distrutta dai Tarentini nel 473 a.C., risorse più forte. Federatosi con Brindisi, ne condivise le sorti, nella buona e nell'avversa fortuna. La moneta urbica federale coniata a Carovigno al tempo della guerra italica recante la leggenda CARB-BRUN (Carovigno-Brindisi), attesta gli stretti rapporti militari e politici fra le due città. Durante la guerra fra Taranto e Roma, le due città consociate si schierarono con i Romani e tali rimasero anche durante la seconda guerra punica, sicché ogni tentativo di Annibale di conquistarle si rivelò vano.
Crollato l'impero di Roma, Carovigno subì le stesse sorti della vicina Brindisi: Bizantini, Visigoti, Longobardi, Saraceni se ne contesero alternativamente il possesso, così come, in epoca più recente, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e poi i Veneziani, gli Spagnoli, gli Austriaci e i Borboni. I segni del feudalesimo sono rappresentati sia dal Castello costruito nel sec. XV dagli Orsini-Del Balzo a difesa dalle incursioni dei Turchi e dalle scorrerie dei pirati, sia dai resti delle mura innestate sulla più antica muraglia messapica. Molti sono stati i feudatari che si sono avvicendati in Carovigno: da Adamo Trambay, dispotico e crudele, a Carlo de Carvigna, dagli Orsini ai Loffredo ai Caputo, Serra, Castiguti, dai Granafei agli Imperiali e ai Dentice.
Nel 1817 era viva e presente in Carovigno una "vendita" carbonara, che teneva le sue adunanze segrete nei locali offerti all'uopo da Francesco Trisolini. Una menzione a parte merita Salvatore Morelli, perseguitato dal 1849 fino ai compimento dell'unità d'Italia, perché nemico acerrimo della tirannide borbonica cui dette battaglia con l'azione e con gli scritti che apparivano su Il Dittatore, il periodico da lui diretto.
Luoghi di interesse
Importanti avanzi delle mura megalitiche, a massi rozzamente squadrati, si vedono a N e a O del paese.
Il nucleo medievale (la Terra) presenta interesse per la caratteristica urbanistica, con alcuni tratti della cinta aragonese (secoli XV-XVI): in essa si aprono la Porta Brindisi, la Porta Nuova e l’Arco del Prete.
Il monumento principale è il poderoso Castello Dentice di Frasso, costruito nel sec. XIV-XV restaurato nel 1906. Una residenza fortificata esisteva già dal secolo XIII, poiché i documenti indicano Carovigno come sede dei Conti di Lecce e di Ostuni, il normanno Goffredo III di Montescaglioso e lo svevo Roberto di Biccari. Ha l'impianto triangolare con torrioni ai vertici (caratteristico quello settentrionale a mandorla, raro nell'architettura militare italiana, per cui si è pensato all'intervento di Francesco di Giorgio Martini).
Attigua al castello la chiesa di S.Anna, edificata dalla famiglia Imperiali (secc. XVII-XVIII) con funzione di cappella privata dei feudatari (profondamente rinnovata in stile neoromanico).
La Parrocchiale, dedicata all’Assunta, rifatta nel 1837, conserva della costruzione cinquecentesca una rosa sul fianco destro e l'abside della navata sinistra. Particolare l'abside interna scavata da dieci nicchie su due ordini. Sull’altare maggiore Ultima Cena, tela solimenesca (sec. XVIII).
La chiesa di S.Angelo (sec. XV).
La chiesa del Carmine, attigua al palazzo di città. All’interno sono custoditi affreschi risalenti al sec. XVIII rappresentanti l’Ultima Cena e Sant’Elia nel deserto, nonché un San Lorenzo tra i martiri Leonardo e Stefano, olio su tela del sec. XVIII.
Sulla strada per la stazione (a 4 km dal paese) si trova il Santuario della Madonna del Belvedere, ricostruita nel 1875 sul posto di un monastero basiliano, di cui resta una cripta in cui vi si accede scendendo 47 scalini. Il ciborio conserva la data del 1501, la firma di un Giovanni Lombardo di Ostuni e il nome del committente: Pirro de Loffredo. Su un altare laterale vi è l’affresco (molto antico, ma più volte ridipinto) con il dolce volto della Madonna, molto venerato dal popolo nella settimana successiva alla Pasqua e altri affreschi tardo-bizantini.
Il Castello di Serranova è nei pressi della borgata di Serranova. Edificato nel 1629 dal nobile genovese Ottavio Serra. Adiacente al castello sorge la cappella omonima del XVII secolo. Nella cappella è custodito il Crocifisso di Serranova che il 3 maggio di ogni anno viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi.
La Torre Santa Sabina, del XVI secolo (una precedente risaliva al XIII secolo), ha forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato: costruzione di difesa eretta sulla riva del mare agli inizi del XVI secolo sul luogo di un villaggio e porto di antica tradizione storica. Posta lungo il corso della antica via romana «Traiana», sede della stazione postale che prese il nome di ad Speluncas, proprio per le numerose grotte che si trovano in questo luogo.
Torre Guaceto, torre di avvistamento antisaracena del XVI secolo.
Cultura
Economia
L'economia carovignese trova le sue componenti essenzialmente nell’agricoltura (olivo, fichi, mandorli, cereali, vite, ortaggi), in proporzione minore nelle industrie (oleifici, stabilimenti vinicoli), nell’artigianato (rinomata la filatura laniera e la lavorazione di un compatto calcare, di cui la zona è ricca, adatto per pavimentazione e come materiale di rivestimento) e nella pesca.
Frazioni
- Pantanagianni: frazione di località marittima, tra Torre Santa Sabina e Specchiolla.
- Serranova: frazione situata a pochi chilometri in direzione Brindisi.
- Specchiolla: frazione di località marittima in direzione Brindisi.
- Torre Santa Sabina: frazione situata sul mare in direzione di Bari; il nome deriva dalla torre omonima che si erge sulla costa della località marina stessa.
Voci correlate
- Gruppo di azione locale Altosalento
- Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni
- Elenco strade provinciali della Provincia di Brindisi
- Piana di Brindisi
- Riserva naturale statale Torre Guaceto
N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera
Wikipedia.
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