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Bari ( Bàre in barese e Vare nell'antico dialetto barese ) è una città italiana con 321.747 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Puglia. È la seconda città del mezzogiorno continentale dopo Napoli, e nona in Italia per numero di abitanti. È nota per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Tale privilegio ha reso Bari e la sua Basilica uno dei maggior centri prediletti dall'ortodossia in Italia.

La città è situata in un'area fortemente urbanizzata, che rappresenta uno dei più importanti e popolosi agglomerati urbani italiani, si tratta di un raggruppamento di 16 comuni Dati P.O.R Puglia inclusi in un raggio massimo di 15-20 km dal capoluogo e situati su strade di grande comunicazione, che vanno a formare l'area metropolitana di Bari che conta circa 600.000 abitanti e si estende su una superficie territoriale di 661 km² con una densità abitativa di 888 abitanti/km².

Bari è un importante capolinea di traffici con l'Oriente e il suo porto, è il maggior scalo del Adriatico. La città ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto nevralgico nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l'est europeo, consolidati grazie alla celebre rassegna della Fiera del Levante nata nel 1930 e più recentemente dalla sede del segretariato per il Corridoio trans-europeo 8.

Bari è sede di un'Università degli Studi, una delle più frequentate d'Italia, e del Politecnico di Bari, unico del centro-sud.

La città vanta un peculiare centro storico (la così detta Barivecchia) permeato di una storia millenaria, e un ampio quartiere ottocentesco dalla pianta ordinatamente a scacchiera (quartiere murattiano), che meglio interpreta la tradizione commerciale della città. Nel secondo dopoguerra, la città ha sofferto di un'urbanizzazione rapida e spesso incontrollata, cosicché la parte moderna del capoluogo, sviluppatasi al di là del quartiere murattiano, appare urbanisticamente confusa e molto meno regolare.

« Dopo Gerusalemme, la città più importante per noi è Bari »
(Vladimir Putin, Incontro italo-russo, 2007)

Geografia fisica

La città si affaccia sul Mar Adriatico per una lunghezza di 42 chilometri, fra i comuni di Giovinazzo, a nord, e Mola di Bari, a sud.

Il territorio comunale è al centro di una vasta area pianeggiante e depressa, la conca di Bari. Tuttavia, nella sua porzione centrale, si spinge per alcuni chilometri nell'entroterra e fino ai centri di Bitritto, Modugno e Bitonto, incontrando così i primi dolci pendii della Murgia barese.

La conformazione della città viene spesso descritta come un'aquila con le ali spiegate, la cui testa è la piccola penisola sulla quale è sorto il primo nucleo urbano, Bari vecchia.

Clima

La città di Bari è caratterizzata da un clima tipicamente mediterraneo con inverni miti ed estati calde, lunghe e molto spesso umide.

In quanto città di mare Bari, grazie all'azione mitigatrice dell'Adriatico da cui è bagnata, presenta un clima più tipicamente marittimo, con escursioni termiche stagionali meno spiccate.

Le precipitazioni piovose sono piuttosto scarse, risultando concentrate nei mesi invernali e tuttavia caratterizzate da un regime estremamente variabile.

Nel Giugno 2007 ,la colonnina di mercurio registro' 47 gradi, una temperatura cosi' alta e mai registrata nella citta' di Bari.

Storia

Non sono chiare le origini di Bari: dagli scavi nell'area della chiesa di San Pietro, nella città vecchia, sembra ipotizzabile l'esistenza di un originario insediamento dell'età del bronzo, appartenente al popolo dei Peucezi.

Entrata a far parte del dominio romano, nel III secolo a.C. come municipium, Barium si sviluppò in seguito alla costruzione della via Traiana.

Dal IV secolo fu sede episcopale e dopo la caduta dell'impero romano fu contesa tra Longobardi e Bizantini (l'attuale struttura della "città vecchia" risale a quest'epoca, e si articola intorno alla corte del Catapano) che nel 669 con l'imperatore Costante II la saccheggiarono.

Successivamente fu in mano dei Berberi (dal 847 al 871 fu sede di un emirato) e quindi dei duchi di Benevento. Nel 875 tornò ai Bizantini che la crearono capitale del thema di Langobardia, comprendente l'Apulia e la Calabria.

Liberata, dopo sei mesi di assedio dai Saraceni, dalla flotta veneziana, nel 1002 si ribellò sotto la guida di Melo di Bari (nobile barese) al governo fiscale del catapano bizantino, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia.

Ultimo possedimento bizantino in Italia, nel 1068, la città di Bari fu assediata dai normanni, che la strapparono ai bizantini nel 1071, e nel 1087 vi furono portate le spoglie di san Nicola di Myra. Tra il XII e il XIV secolo fu porto di partenza per le Crociate.

Nel 1098 nella cripta della nuova basilica di San Nicola, si riunì il famoso concilio presieduto da papa Urbano II, al quale intervennero oltre 180 vescovi riunitisi per discutere di problemi dogmatici inerenti ai rapporti tra la Chiesa Ortodossa e Chiesa Romana all'indomani dello scisma.

Distrutta da Guglielmo il Malo, tornò a rifiorire in epoca sveva, intorno al castello fatto erigere da Federico II su preesistenti fortificazioni normanne.

Un lungo periodo di decadenza caratterizzò a Alduino de Candida, Maestro della Regia Corte e Giustiziere di Bari dall 1284, le dominazioni angioina, aragonese, e spagnola, interrotto dallo splendore sotto gli Sforza, con le duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza. Subì anche la dominazione veneziana, grazie alla quale si ebbe l’ampliamento del porto ed un periodo molto florido, favorito anche dal commercio di prodotti dell’entroterra, molto richiesti sui mercati esteri.

Il 25 aprile del 1813, con Gioacchino Murat, fu posta la prima pietra dell'espansione cittadina al di fuori delle mura medioevali ("borgo nuovo", o "borgo murattiano"), caratterizzato dal tracciato ortogonale delle vie. La popolazione crebbe rapidamente dagli allora 18.000 abitanti ai 94.000 dell'inizio del XX secolo: divenuta capoluogo di provincia, vi trovarono sede edifici e istituzioni pubbliche (Teatro Piccinni, la camera di commercio, l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi) e la casa editrice Laterza.

Durante il ventennio fascista fu costruito il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante, con la quale prese vita il disegno di "Bari porta d'oriente", consacrato negli anni recenti dal ruolo di "European gateway" assegnato dall'Unione Europea.

A metà del XX secolo la città si era espansa ulteriormente, in modo disordinato, giungendo a sfiorare i 400.000 abitanti negli anni settanta e ottanta.

La città, fatta metropoli, affronta i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione, mentre crescono il terziario e l'area industriale. A causa della sua posizione Bari accoglie un notevole flusso di immigrazione dall'est. Il 6 agosto 1991 sbarca nel porto la nave Vlora, carica di oltre ventimila Albanesi.

Alle porte del 2000 il centro storico viene ristrutturato e restituito a nuova vita, mentre si avvia al termine un profondo rinnovamento infrastrutturale che coinvolge porto, aeroporto, interporto e ferrovia.

Il secondo conflitto mondiale a Bari

Bari e tutta la provincia vissero con particolare apprensione e forte incertezza gli anni che videro l'Italia prendere parte ad uno tra i peggiori disastri dell'umanità intera, la seconda guerra mondiale. Sono ancora presenti nella memoria dei più anziani baresi e di tutti coloro che vissero in prima persona quei momenti di forte ansia e timore che contraddistinguono ogni evento bellico. Il capoluogo pugliese, in quanto porto strategico come altre città quali Brindisi e Taranto - altro luogo privilegiato in quegli anni dagli eserciti susseguitisi nella penisola - dovette condividere una sempre costante inquietudine, accresciuta da spiacevoli e luttuosi eventi che segnarono profondamente tutta la cittadinanza. Qui di seguito sono riportate circostanze incresciose che è opportuno rilevare, di cui Bari fu, suo malgrado, protagonista impotente.

Nel corso della seconda guerra mondiale i porti di Bari, Brindisi e Taranto, come poc’anzi rilevato, erano considerati dalle forze alleate due fra i più attivi e strategicamente importanti di tutto il mezzogiorno italiano, anche per il cospicuo numero di mezzi e navi che i porti delle due città custodirono per tutta la durata del conflitto. Ambedue gli attracchi tuttavia furono teatro di diversi disastri navali e consuetudinari scenari bellici che, come spesso accade, penalizzarono soprattutto la popolazione locale. Bari visse due pesanti disastri navali, tra i quali il secondo fra i più disastrosi di tutta la guerra.

Il secondo colpì la città pugliese il 9 aprile 1945 alle 11.57, allorché il piroscafo americano Charles Henderson esplose a causa di un incidente con il carico di materiale bellico. Pesante fu il tributo in vite umane. I morti (accertati), fra gli abitanti del vicino borgo antico e gli scaricatori del porto, furono 175 con 142 dispersi. In totale 317 persone furono travolte e uccise dalla devastante deflagrazione. Più di 600 i feriti gravi, migliaia in modo lieve. Un centinaio le vittime tra gli alleati. Oltretutto l'esplosione che investì tutto il borgo antico, provocò pesanti danni alla Cattedrale, alla Basilica di San Nicola e alla Chiesa russa.

Ma disastro ancor più grave fu quello che patì Bari ancora prima, il 2 dicembre 1943, a pochi mesi dalla cacciata dei tedeschi da Bari e dalla battaglia in difesa del porto, il 9 settembre. Il porto di Bari in cui erano ormeggiate decine di navi alleate, subì un pesantissimo bombardamento aereo, organizzato dalla Luftwaffe, l'aeronautica militare tedesca. Alle 19.25 di quel giorno una vera pioggia di ordigni, sganciati da più di cento aerei, investì le navi del porto che si concentravano compatte presso il molo foraneo. Non una bomba mancò l'obbiettivo in virtù del forte assembramento di mezzi. Le navi affondate furono 17 di cui 4 inglesi, 3 norvegesi, 3 italiane e 2 polacche. Tra le navi affondate vi era l'inglese John Harvey carica di bombe all'iprite. Il numero di vittime non è mai stato accertato; i morti ammonterebbero a circa 500, mentre i feriti a 2000. Per la gravità delle consegueze, il disastro di Bari è conosciuto tra i più tragici bombardamenti navali della seconda guerra mondiale insieme all'attacco di Pearl Harbor, in cui le navi affondate furono parimenti 17, e l'attacco alla flotta italiana a Taranto del 1940.

Il Congresso antifascista di Bari

Durante le operazioni belliche, in seguito all'armistizio di Cassibile stipulato l'8 settembre 1943, e precisamente nei giorni 28-29 gennaio 1944, si tenne a Bari (in quegli anni infatti la città era uno dei centri di maggiore attività politica nell'Italia occupata dagli Alleati), il congresso dei comitati provinciali di liberazione, che volle definire per i partiti antifascisti (escluso il PRI) le linee direttive comuni della futura azione politica nazionale: abdicazione di Vittorio Emanuele III e formazione di un governo che fosse espressione politica dei comitati di liberazione, dotato di pieni poteri al fine di intensificare lo sforzo bellico e di preparare la nuova Costituzione. La maggior parte di questi avvenimenti fu commentata e trasmessa da Radio Bari che dal settembre del 1943 era diventata la prima radio dell'Italia libera, anche se operava sotto il controllo degli Alleati.

Simboli

Il sito Araldica Civica descrive lo stemma della città in questo modo:

« Partito d'argento e di rosso timbrato da una corona di città »


Secondo il sito Comuni Italiani lo stemma risalirebbe al tempo delle crociate: l'argento che corrisponde in araldica al bianco simboleggerebbe la pura e candida fede, mentre il rosso rappresenterebbe il sangue versato in sua difesa.

Lo scudo è accompagnato da un ramo di ulivo (a sinistra) e uno di leccio (a destra) decussati (ossia incrociati) sotto la punta dello scudo e annodati da un nastro di verde, di argento (bianco) e di rosso.

Lo stemma del comune di Bari richiama,certamente,il legame che la città ha avuto in passato con la monarchia polacca in particolar modo con Bona Sforza. In passato lo stemma cittadino aveva visto la figura di un putto alato su una imbarcazione accompagnata da un delfino. Questa figura, detta anche Barion, risale alla emissione di monete in epoca antica.

Etnie

Bari è una città, sotto il profilo etnico, molto omogenea. Tuttavia a causa di immigrazioni legali ed illegali, del grande afflusso che negli ultimi anni si è notevolmente accresciuto, si è verificato un forte incremento della presenza a Bari e nelle città contigue di extracomunitari provenienti dall'Albania, che costituiscono la prima e più grossa comunità straniera del capoluogo pugliese. Ecco l'estrazione etnica in percentuale della popolazione barese:

- Italiani: 98.1%
- Albanesi: 0.4%
- Mauritani: 0.3%
- Cinesi: 0.15%
- Rumeni: 0.1%
- Eritrei: 0.1%

Altri piccoli gruppi etnici sono costituiti da Bengalesi, Filippini, Etiopi, Greci, Marocchini e altri cittadini dell'Unione Europea.

Lingua e dialetti

« Che tu sia un barone
oppure un marchese,
per me non vali nulla,
se tu non sei Barese »

(Alfredo Giovine, scrittore barese)

Il dialetto barese è un idioma che si è costruito e modificato a seguito delle innumerevoli occupazioni di popolazioni straniere che per secoli la città ha vissuto e che hanno donato alla parlata barese peculiarità diverse ed un'inflessione per molti incomprensibile.

Dal punto di vista della filogenesi il dialetto barese ha avuto origine dalla comune lingua madre, il latino, da cui si sono sviluppati dapprima il siciliano, poi il napoletano; conseguentemente a tale evoluzione si è creato, sotto vari influssi, il tipico idioma barese.

Il barese viene parlato grosso modo in tutta la provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani, ove sono presenti alcune varianti come il barlettano e l'andriese. Al Nord ha zone di influenza nella provincia di Foggia, in cui tuttavia è parlato il dialetto foggiano. A Ovest la parlata del capoluogo pugliese si diffonde nella provincia di Matera, il cui dialetto non presenta evidentissime differenze con quello barese, mentre a sud il suo influsso raggiunge anche le parti più settentrionali della provincia di Brindisi e della provincia di Taranto.

Cultura

L'attività culturale della città di Bari si sviluppa intorno alle massime sedi culturali della città stessa come l'Università degli studi di Bari, nella quale sovente si tengono dibattiti e manifestazione di carattere storico-artistico.

In campo musicale ricalcando una tradizione tuttora viva nella regione, attraverso concerti dell'annuale stagione lirica che si tengono presso i teatri Piccinni e Petruzzelli (quest'ultimo attualmente inagibile per restauro) si mantiene vivo l'impulso culturale.

Di più vasta portata, anche nei suoi riflessi sulla vita culturale della città, è l'attività editoriale, esplicantesi a livello nazionale, condotta dalle case editoriali come "Cacucci" e Laterza (Casa editrice Giuseppe Laterza & figli), che vantano una solida tradizione, Dedalo, De Donato e Palomar. Nella città ha sede oltretutto il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno ed altri settimanali e quotidiani di cultura.

Istruzione

Biblioteche

Diverse sono le biblioteche che hanno sede nella pulsante città capoluogo pugliese. Oltre le varie migliaia di volumi che fanno del "Museo Storico" sede culturale non svalutabile, sono di particolare importanza la "Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti-Volpi", sita nella cittadella della cultura, ricca di una vasta raccolta bibliografica (circa 220.000 volumi, tra cui 65 incunabuli, 2500 codici e manoscritti, e circa 400 pergamene databili intorno al 1150).

Di un'ampia sezione archivistica, ricca di circa 100.000 fra carte e pergamene del IX secolo, è dotata la "Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei Maschi", che riveste particolare interesse anche per un'ampia raccolta specializzata (15.000 titoli) di opere relative alla storia della regione.

Diplomi e pergamene antiche conferiscono particolare importanza all'archivio della Basilica di San Nicola, ma di valore ancor maggiore è il rotulo pergamenaceo dell' Exultet, conservato nell'archivio della Cattedrale di San Sabino. Databile tra l'XI e il XIII secolo, l' Exultet raggiunge una lunghezza di ben 8,42 metri, minuziosamente abbellito da preziose miniature.

Altre biblioteche sono:

- Biblioteca Comunale;
- Biblioteca Gaetano Ricchetti;
- Biblioteca Multimediale del Consiglio regionale "Teca del Mediterraneo";
- Biblioteca Sportiva Regionale del Coni;
- Biblioteca Fondazione Gianfranco Dioguardi.

Conservatorio di musica Niccolò Piccinni
Intitolato al celebre compositore barese Niccolò Piccinni, oltremodo apprezzato in Italia, a Bari ed in Francia, dove svolse la sua attività di musicista, è il Conservatorio massima scuola musicale della città di Bari.

Accademia di Belle Arti di Bari
Ha sede legale in città ma l'attività didattica è tenuta presso il complesso monastico di Santa Chiara nel vicino comune di Mola di Bari.

Università

Bari ospita due università pubbliche (l'Università degli Studi di Bari e il Politecnico di Bari), e una privata, la LUM Jean Monnet - Libera Università Mediterranea.

L'Università degli Studi di Bari è la più importante università pugliese, nonché fra le più attrattive di tutto il Mezzogiorno italiano, in termini di bacino d'utenza. Fondata nel 1925, l'università conta 13 facoltà e oltre 60.000 iscritti. Ha sede nello storico Palazzo Ateneo in piazza Umberto I nel cuore del centro ottocentesco, oltre che in diverse altre strutture variamente dislocate nella città.

Nel 1990 per gemmazione dall'Università degli Studi, fu istituita la seconda sede universitaria barese, il Politecnico di Bari, che ha sede presso il campus universitario della città. Esso conta 11.000 iscritti e tre facoltà di Ingegneria e Architettura, due delle quali con sede a Bari.

Più recente è la storia della Libera Università Mediterranea, università privata il cui riconoscimento legale risale al 2000. Essa ha sede presso il centro direzionale Il Baricentro di Casamassima, a pochi chilometri da Bari.

Ricerca

I principali Istituti di ricerca sono dislocati fra il campus universitario e il vicino Comune di Valenzano:

- CNR - Istituto Agronomico Mediterraneo;
- CNR - Istituto di studi sui sistemi intelligenti per l'automazione;
- CNR - Istituto di cristallografia;
- CNR - Istituto di scienze delle produzioni alimentari;
- CNR - Istituto di genetica vegetale;
- Istituto Nazionale di Fisica Nucleare;
- CEMeC - Centro di Eccellenza in Meccanica Computazionale;
- Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari;
- Parco scientifico e tecnologico Tecnopolis.

È in via di costituzione il Polo Biotecnologico Regionale.

A Bari ha sede dal 1983 il Consorzio delle Università Mediterranee (CUM), al quale aderiscono oltre 160 Istituzioni Universitarie del bacino del Mar Mediterraneo.

Musei

I principali musei sono:

- Museo Archeologico Provinciale;
- Pinacoteca Provinciale (Artistico);
- Cittadella Mediterranea della Scienza;
- Museo Etnografico Africano;
- Gipsoteca del Castello Normanno Svevo (Artistico);
- Museo - Sala del Tesoro all'interno della Basilica di San Nicola (Artistico);
- Museo della Cattedrale (Artistico-Archeologico);
- Museo Storico Civico;
- Acquario Provinciale (Naturalistico);
- Istituto Orto Botanico (Naturalistico);
- Museo di Zoologia (Naturalistico);
- Museo di Scienze della Terra (Naturalistico);
- Museo Raccolta di Fisica (Tecnico-Scientifico);
- Museo Sacrario (Specializzato).

Museo Archeologico

Il "Museo Archeologico" di Bari fondato nel 1875 come Museo Provinciale è stato notevolmente ampliato nel tempo grazie a donazioni private e nuove scoperte archeologiche che hanno arricchito le bacheche dell'istituto. Esso infatti comprende la più completa raccolta di materiale archeologico pugliese, soprattutto ceramiche e bronzi. Il museo è fondamentale acché si abbia un completo quadro per la conoscenza della civiltà apula dal VII secolo al III secolo, dell'antica Daunia (attuale provincia di Foggia), sia della Messapia e anche della Peucezia (attuale provincia di Bari).

Il museo si trova all'interno dello storico e grandioso palazzo dell'Università, la quale si affaccia sull'ampia Piazza Umberto I. È attualmente chiuso e attende di essere trasferito in nuova sede (probabilmente l'ex monastero di Santa Scolastica).

Pinacoteca Provinciale

La Pinacoteca Provinciale, sita nel palazzo della Provincia di Bari, si compone di opere databili dal XV secolo all'attuale, la cui paternità è attribuita ad artisti quali Tintoretto, Giovanni Bellini, Antonio Vivarini e Bartolomeo Vivarini, Paolo Veronese e pittori di scuola napoletana come Luca Giordano e numerosi ottocentisti italiani. La pinacoteca è intitolata al pittore rinascimentale Corrado Giaquinto, nativo di Molfetta. Il museo ospita inoltre un'importante raccolta (collezione Grieco) di opere dell'Ottocento e Novecento italiano, comprendente dipinti di macchiaioli toscani come Fattori, Lega, Signorini, Banti e di artisti come Morandi, De Chirico, Carrà, De Pisis, Campigli, Casorati, Mafai, Sironi. Sono presenti, inoltre, opere di Pellizza da Volpedo, De Nittis, Netti, Boldini e Toma. La pinacoteca ospita anche opere di autori contemporanei come Pino Pascali. È sede di mostre ed eventi culturali.

Teatro

I maggiori teatri sono:

- Teatro Petruzzelli;
- Teatro Margherita (chiuso dal 1980, attualmente in fase di restauro);
- Teatro Piccinni.

Eccetto il Margherita, questi teatri sono, assieme all'Auditorium Nino Rota, anch'esso chiuso da anni e in fase di restauro, i contenitori storici della città che vengono gestiti dalla Fondazione Lirico Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari".

Gli altri teatri sono:

- Teatroteam;
- Teatro Abeliano;
- Teatro-cinema Kursaal Santalucia;
- Teatro Kismet OperA;
- Teatro Duse;
- Teatro-cinema Royal;
- Teatro Purgatorio;
- Piccolo Teatro;
- Teatro dell'Anonima;
- Casa di Pulcinella;
- Teatro Barium
- Teatro Di Cagno.

Teatro Petruzzelli

Il Teatro Petruzzelli nacque dall'esigenza della città di possedere un contenitore culturale degno di una città desiderosa di elevarsi al livello delle altre metropoli italiane. La passione di Bari per il teatro era nota, ma i luoghi di rappresentazione non erano sufficienti, oppure non raggiungevano quell'ideale di austerità che Bari meditava del suo teatro. Neppure il teatro comunale Piccinni, edificato nel 1854, soddisfaceva le necessità della città desiderosa di emergere sul piano artistico-culturale.

Il Comune, in possesso di un piazzale sul mare ("Largo della Marina"), atto ad ospitare concerti e rappresentazioni di strada, approvò la proposta di sfruttare lo slargo per adibirlo a luogo entro il quale edificare il teatro. Fra tanti, il progetto accolto dal comune fu quello presentato da due commercianti baresi, Onofrio ed Antonio Petruzzelli di origine triestina, i quali a loro volta fecero proprio quello di un loro cognato ingegnere, il barese Angelo Messeni. La proposta nel 1896 accolta, si concretizzò nel 1898, anno in cui iniziarono i lavori di edificazione.

La struttura, orgoglio della città e della Puglia intera, esordì la sera del 14 febbraio 1903, allorché si tenne la rappresentazione de "Gli Ugonotti" di Giacomo Meyerbeer.

La notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro venne distrutto quasi interamente da un incendio doloso. L'ultima opera rappresentata fu la "Norma" di Vincenzo Bellini. Ironia della sorte, tale opera si chiude con la scena di un rogo. Attualmente in fase di restauro, l'inaugurazione è prevista a marzo 2009.

Teatro Piccinni

Il "Teatro Piccinni" è il più antico teatro della città di Bari. La struttura è in grado di contenere più di ottocento spettatori. Il teatro fu inaugurato il 30 maggio 1854 con la rappresentazione del "Poliuto" di Gaetano Donizetti. Un anno dopo, nel 1855 fu intitolato a "Niccolò Piccinni", in onore del famoso musicista barese oltremodo apprezzato nella città natale ed in Francia, paese in cui svolse la sua attività di compositore.

Auditorium Nino Rota

L’Auditorium Nino Rota, attualmente in ristrutturazione, è la più importante e prestigiosa sala d'ascolto della città di Bari (in essa si tengono anche conferenze e manifestazioni) sito in Via Cimmarrusti, nei pressi di via Brigata Divisione Bari. Dedicato al grande compositore milanese Nino Rota, l'auditorium è stato edificato negli anni sessanta, commissionato dall'Amministrazione Provinciale. Attualmente di proprietà dell'Università barese, rappresenta, assieme ai teatri Petruzzelli, Piccinni e Margherita uno dei contenitori storici della città di Bari, ed è gestito dalla Fondazione Lirico Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari".

Cucina

La cucina pugliese si basa sui tre prodotti agricoli principali della regione cioè il grano, l'olio e il vino. La cucina barese è arricchita, oltre che dai predetti ingredienti, anche da ortaggi e frutta in abbondanza nel territorio. Con la farina si cucinano l'ottimo pane pugliese e le paste alimentari casalinghe: orecchiette, recchietelle o strascinate, chiancarelle ossia orecchiette di grandezza varia, cavatelli, lagane, troccoli ossia fettuccine, fusilli ossia maccheroni arrotolati, tripoline e mignuicchi ossia gnocchetti di semola.

Con la pasta fatta in casa si preparano anche calzoni al forno con ripieno di cipolla, acciughe, capperi e olive; panzerotti fritti ripieni di lardo e ricotta o mozzarella; pettole alla barese; pizze rustiche, la tipica focaccia alla barese, i taralli, le friselle e gli scagliozzi o sgagliozze ossia fette di polenta.

Condimenti sovrani sono l'olio e l'aglio. Ottime sono le minestre di verdure e quelle a base di pane (pancotto e caponata), ceci, fave intere o schiacciate (con cicorie), cavoli, sedani, cardi e finocchi che compaiono in tavola anche da soli con olio, o salati o con brodo di maiale.

I piatti di carne sono per lo più a base di agnello (tacche al forno, cottarello, involtini), di maiale (capocolli, salsicce varie soprattutto condite con peperoncino), coniglio e cacciagione. Raffinatezza: i tordi in salsa conservati nel vino bianco.

Specialità: il riso al forno alla barese chiamato pure riso, patate e cozze nonché le linguine al sugo di seppia e le lumache alla barese ossia lumache, raccolte dal vicino promontorio della Murgia, cotte o lessate e condite in vario modo.

Bari, in quanto città di mare, è inoltre famosa per i numerosi e ottimi piatti di pesce: il dentice alle olive, l'orata alla San Nicola, le alici arracanate e i polipetti in casseruola.

Tra i dolciumi tipici di Bari ricordiamo le cartellate, le paste reali, le castagnedde, i sassanelli, la zeppola, il bocconotto, la scarcella e il callume ossia sanguinaccio dolce.

Tra i vini pregiati, di Bari e della provincia, ricordiamo: il Primitivo, il Castel del Monte, il Moscato di Trani, i bianchi della Valle d'Itria, l'Aleatico e varietà di Cerasuolo e di Sangiovese. Abbondante la produzione di vini da taglio tra cui il Barletta.

Eventi

La Fiera del Levante

La Fiera del Levante è una delle principali fiere del bacino del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del Comune, dell'Amministrazione Provinciale e della Camera del Commercio di Bari ed opera continuativamente da quell'anno. La prima edizione della Fiera del Levante si è svolta nel 1930. La rassegna ha continuato a svolgersi puntualmente a settembre di ogni anno, con la sola interruzione degli anni della seconda guerra mondiale dal 1940 al 1946.

Complessivamente gli espositori che partecipano annualmente alle manifestazioni sono cinquemila tra nazionali ed esteri. I visitatori ammontano a circa due milioni.

La rassegna storica, nonché la più nota al grande pubblico, è la fiera campionaria, la più grande d'Europa, che ha luogo ogni settembre, con oltre settecento mila visitatori e più di duemila espositori, in un'apposita vasta area, ampia circa 300 mila metri quadrati, situata a nord-ovest della città, in vicinanza della punta di San Cataldo, al limite occidentale del porto nuovo.

La fiera è inoltre volta a favorire gli scambi tra Oriente e Occidente, di cui Bari costituisce, per tradizione millenaria, il più favorevole punto d'incontro.

Festa patronale di San Nicola

Dal 7 al 9 maggio si svolge nel centro storico di Bari la festa del Patrono della città, San Nicola.

Già alla vigilia dell'inizio delle festività religiose affluiscono in città molti pellegrini devoti al Santo. Una delle usanze tradizionali è l'offerta del pane alla Basilica. A rievocare l'antico arrivo delle reliquie di San Nicola, la sera della vigilia si tiene un grande corteo storico.

Il giorno della festa si svolge la solenne processione in cui la statua del Santo viene portata fino al Molo San Nicola dove si tiene una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Bari; il Santo viene poi trasportato in mare da un corteo di imbarcazioni. Verso sera avviene il raduno delle imbarcazioni presso il molo in cui si saluta il ritorno del Santo nella basilica, attraverso una nuova sontuosa processione al termine della quale avviene lo scoppio dei fuochi pirotecnici.

Il giorno dopo, in seguito alla celebrazione eucaristica di saluto che si tiene in Piazza del Ferrarese, nella cripta della Basilica si prosegue ufficialmente al prelievo della santa manna (che i monaci benedettini trassero dalle ossa del santo) alla presenza dei fedeli e delle autorità religiose e civili.

Tutta la ritualità religiosa è immersa in una cornice profana di luci e abbellimenti di cui l'intera città è meticolosamente rivestita e di concerti bandistici; tutto quanto contribuisce a creare un'atmosfera alquanto suggestiva.

Il 10 maggio, ultimo giorno di festa, dopo la Santa Messa celebrata in Piazza del Ferrarese, la statua di San Nicola, solennemente trasportata in processione, è riposta all'interno della Basilica.

San Nicola è inoltre festeggiato a Bari anche il 6 dicembre, anniversario della sua morte. Quella del 6 dicembre è festa sentita in tutto il mondo cristiano occidentale e particolarmente nei paesi del nord Europa, Russia compresa. A tale proposito la città di Bari nel marzo 2007 è stata visitata dal presidente russo Vladimir Putin, il quale durante il meeting italo russo si è recato nella basilica di San Nicola per rendere omaggio alle reliquie del santo. In quell'occasione Putin definì Bari,secondo il sentimento religioso del popolo russo legato alla figura di San nicola,"la città più importante del mondo dopo Gerusalemme". Al momento in cui la chiesa russa è stata consegnata ai legittimi proprietari,ufficialmente nell'aprile del 2008,il primo cittadino della città Michele Emiliano ha donato la cittadinanza barese al primo ministro russo Vladimir Putin recandosi direttamente a Mosca. A tal fine,il nuovo presidente russo Dmitrij Anatol'evič Medvedev è tornato a Bari il 1 marzo del 2009 per poter riavere in proprio possesso l'edificio che rappresenta la Chiesa russa di Bari ,importante porta di oriente fra l'europa occidentale e quella orientale. Secondo alcuni analisti religiosi,in futuro,Bari potrebbe diventare l'anello di fusione perpetuo fra il mondo cattolico e quello ortodosso in seguito all'incontro fra papa Benedetto XVI e il patriarca di Mosca Kyrill.

Evento importante è la festa che avviene nella città vecchia il 6 dicembre. Nel pomeriggio la messa celebrata dall' Arcivescovo di Bari-Bitonto e la consegna delle chiavi della città al Santo. Prosegue una lunga processione, della statua di San Nicola, per le vie della città vecchia.

Una delle leggende più diffuse vuole che San Nicola, allorché era in vita, abbia consentito a tre fanciulle povere di sposarsi grazie ad un dono: tre sacchetti colmi di monete d'oro. Da allora egli è rappresentato, nella tradizionale iconografia, con tre palle d'oro in mano ed è tuttora venerato dalle ragazze che desiderano sposarsi. È ancora viva la tradizione per cui queste ragazze scrivono le proprie aspirazioni matrimoniali su bigliettini che sono poi inseriti nella teca di vetro che accoglie la statua del santo.

Geografia antropica

Urbanistica
« Per me, la trovo attraente questa città nuova, con le sue vie larghe, ad angoli retti, che consentono di veder sempre in fondo ad esse il mare, come si vedono a Torino le Alpi »

(Paul Bourget, Sensations d'Italie, 1891)

Nettissimo è il contrasto, che salta all'occhio del visitatore, tra la città vecchia e la città moderna, soprattutto dal punto di vista della struttura urbanistica.

La prima addensata sul promontorio tra il porto vecchio e il porto nuovo, ha il tipico impianto medioevale con vie tortuose e anguste. In essa si riassume tutta la storia di Bari, dalle origini come centro e porto dei Peucezi, poi come municipio romano, quindi importante capitale Bizantina e Normanna, quando tra l' XI e il XII secolo divenne uno dei principali porti d'imbarco per le spedizioni dei Crociati. In questa epoca sorsero i principali monumenti, in particolare la basilica di San Nicola e la Cattedrale. Sotto gli Svevi e Federico II venne ricostruito il castello, più tardi rafforzato e abbellito, per far da dimora delle duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza.

Il regno di Gioacchino Murat segna l'inizio, nel 1813, dell'espansione edilizia moderna realizzata grazie all'attuazione di un preciso piano regolatore che prevedeva la spartizione della città a mo' di scacchiera.

Negli ultimi decenni si sono aggiunti nuovi quartieri, particolarmente a sud e a ovest, in funzione dello sviluppo demografico e commerciale-industriale della città.

Suddivisioni amministrative

Il Comune di Bari è suddiviso dal 1979 in nove circoscrizioni territoriali dotate di un consiglio (con un numero di rappresentanti compreso fra 14 e 18) e di un presidente democraticamente eletto.

Tranne la circoscrizione Madonnella, tutte le altre sono nate dalla fusione di due o più quartieri e zone.

Economia

Antico centro marinaro, Bari ha sempre avuto una spiccata vocazione mercantile che l'ha resa - grazie anche alla sua favorevole posizione geografica - un importante centro di commerci, oggi il secondo del Mezzogiorno d'Italia. Proprio i commercianti hanno decretato la fortuna della città moderna: a loro è dovuta la costruzione dell'imponente edificio della Camera di Commercio, dello splendido teatro Petruzzelli e di molti dei principali edifici storici del centro murattiano. Nel 1987 la congestione del centro cittadino ha spinto un imprenditore locale, Giuseppe Degennaro, a costruire nei pressi della città un centro integrato direzionale e commerciale all'ingrosso: oggi il Baricentro, alle porte del comune di Casamassima, è ancora uno dei più grandi centri commerciali d'Europa.

I servizi costituiscono uno dei settori più vivaci dell'economia, con aziende come Getronics, EDS, Olivetti e IBM. Rimane tuttavia bassa la spesa per ricerca e sviluppo.

L'industria è da sempre trainante e si sviluppa nei comparti alimentare, chimico, petrolchimico, tessile, del legno e, soprattutto, meccanico. Nella meccanica operano aziende come Magneti Marelli, Bosch e Getrag: Bari ospita il principale distretto industriale tedesco in Italia. Alla fine degli anni ottanta nel centro Elasis fu sviluppato il noto sistema common rail, i cui diritti per l'industrializzazione furono ceduti nel 1994 dalla Fiat alla Bosch. L'area industriale si è progressivamente spostata all'esterno della città, ed è oggi ospitata fra i comuni di Bari e Modugno, con propaggini verso i comuni di Palo e Bitonto. L'avvio alla saturazione dell'area ha inoltre favorito, nell'ultimo decennio, la crescita del comparto industriale di Molfetta.

Ben sviluppata è anche l'agricoltura: vigneti, oliveti, mandorleti e frutteti sono le principali colture, a complemento delle quali sono sorti oleifici e stabilimenti enologici e conservieri. Attivissimo il commercio di prodotti agricoli, favorito dalla specializzazione delle colture (pomodori, carciofi, cetrioli, uva da tavola, pere, ciliegie e fichi), che determina una forte corrente di esportazione. Molto sviluppato è infine il commercio del pesce per il quale è atto un Mercato Ittico all'ingrosso.

Importantissima funzione all'incremento di tutte le attività commerciali ha la Fiera del Levante.

Nel 2003 la disoccupazione si è attestata sotto l'11%: un dato significativamente inferiore alla media del Mezzogiorno.

Camera del Commercio

A garantire e promuovere lo sviluppo economico a Bari e nella provincia esiste nella città capoluogo la Camera del Commercio, un ente autonomo che svolge funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese promuovendo e curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali.

L'Ente è una istituzione aperta, vicina alle attività economiche del territorio di cui è portata a garantirne un'omogenea diffusione ed un altrettanto forte incremento, altresì fornendo l'appoggio di servizi concreti.

Trasporto aereo

Nella periferia nord della città, al confine fra i quartieri Palese-Macchie e San Paolo, sorge il moderno aeroporto internazionale civile Karol Wojtyła, il cui nuovo terminal è stato inaugurato nel 2005.

Fra i principali d'Italia e soprattutto il più grande e importante della Puglia, lo scalo nel 2007 ha ospitato più di due milioni di passeggeri con un trend di crescita del traffico superiore al 20% annuo, ed è destinato ad accogliere quattro milioni di passeggeri entro il 2012. Diversi voli di linea, in parte gestiti da compagnie aeree low-cost, collegano Bari alle principali città europee, tra le quali Mosca.

Trasporto marittimo

Il Porto di Bari, collocato a Sud-Est dell'Italia è tradizionalmente considerato porta dell'Europa verso la penisola Balcanica ed il Medio Oriente, è uno scalo polivalente in grado di rispondere a tutte le esigenze operative. Fra i principali del mare Adriatico, il porto di Bari nel 2007 ha movimentato 1,8 milioni di passeggeri, dei quali circa 350.000 croceristi.

Interporto

L'Interporto Regionale della Puglia è situato in una posizione strategica della città di Bari. È un importante centro logistico multimodale di scambi commerciali tra i paesi del bacino Mediterraneo e quelli del Nord-Europa. Oltre ad avere un vantaggio derivante dalla sua posizione geografica, l'Interporto è anche dotato di un considerevole sistema di infrastrutture di trasporto da poter utilizzare. Riduzione dei tempi di consegna e di carico/scarico rappresentano un fattore competitivo. Il terminal e i magazzini sono tutti collegati direttamente alle direttrici autostradali e ferroviarie. Breve è anche la distanza dal Porto di Bari, che offre collegamenti feeder e ferry con vari e importanti porti. In un'ottica di miglioramento continuo si stanno effettuando importanti investimenti in infrastrutture. L'Interporto garantisce alti livelli qualitativi dei servizi ed è operativo 24 ore al giorno.

Impianti sportivi

Svariati sono gli edifici adibiti a scopi agonistici presenti nella città di Bari.

Stadio San Nicola

Per approfondire, vedi la voce Stadio "San Nicola" di Bari.

Lo Stadio San Nicola, di proprietà del Comune e dedicato al patrono della città, è il maggiore impianto sportivo di Bari ed è situato alla periferia sud-ovest, al quartiere Carbonara. Progettato dall'architetto Renzo Piano, fu costruito tra il 1987 e il 1990 per la quattordicesima edizione della Coppa del Mondo di Calcio "Italia 1990", della quale ospitò la finale per il terzo posto. Nel 1991 fu sede dell'ultima finale di Coppa dei Campioni propriamente detta. Oggi lo stadio è utilizzato per le partite casalinghe di calcio dell'A.S. Bari, e occasionalmente è stato impiegato per gare di atletica leggera, eventi religiosi o concerti di musica leggera.

Arena della Vittoria

Lo stadio (o arena) della Vittoria è l'impianto sportivo storico della città di Bari. Progettato nel 1930 ed inaugurato il 16 dicembre 1934 ai margini del quartiere fieristico, è rimasto la maggiore infrastruttura per lo sport della città fino alla costruzione dello Stadio San Nicola nel 1990. La fisionomia dell'impianto, originariamente simile a quella di altri stadi coevi, venne alterata nel 1972 con l'abbattimento della Torre Maratona, simbolo storico dello stadio.

Nell'estate del 1990 fu utilizzato per raccogliere gli oltre 20.000 profughi albanesi giunti in città in pochi giorni. Solo tra il 1996 e il 1997 la struttura venne ristrutturata per essere adibita principalmente a teatro e luogo di svolgimento di attività espositive e musicali. Sporadicamente viene però adoperata nell'originaria funzione di impianto sportivo. Dal luglio 2007 l'Arena della Vittoria ospita gli uffici del Coni regionale, provinciale e di diverse federazioni sportive oltre alla sede di medicina dello sport. Dallo stesso anno è sede delle partite casalinge della rifondata formazione del a.s.d. Liberty Bari che milita nel campionato regionale di Eccellenza.

Voci correlate

- Area metropolitana di Bari
- Assedio di Bari

N.B. Testi tratti dall'Enciclopedia Libera Wikipedia. Tutti i testi di Wikipedia sono rilasciati sotto licenza GFDL.
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